TORRI E CASTELLI D'ABRUZZO


PREFAZIONE


Il castello ha derivazione dal castrum, accampamento militare romano sia a carattere permanente che provvisorio; si articolava su due assi viari ortogonali all'incrocio dei quali si ubicava il praetorium, alloggio del comandante; una palizzata, di coronamento o cinta di muratura e legname, limitava un vallone perimetrale preceduto da un fossato.

Tale disposizione divenne il modello a cui si ispirarono le città di fondazione romana nelle province e i municipi romani in Italia, come pure quelle europee di epoche successive, che racchiudevano entro la cinta gli edifici pubblici e privati.

Anche i territori extraurbani venivano difesi con costruzioni fortificate denominate castella. Tale struttura rimase invariata in epoca medioevale. Tra il XII e il XIV secolo, invece, mutò sull'esempio delle fortezze bizantine e arabe e della composizione degli accampamenti germanici (muniti di torre).

Le nuove tipologie si basavano su strutture autonome fortificate con quattro torri angolari a forma circolare o poligonale. Nel primo Rinascimento, con l'avvento del-
l'artiglieria, il castello venne a poco a poco sostituito da fortezze bastionate.

In Abruzzo riscontriamo castelli e torri di diversa tipologia posti sia all'interno delle strutture urbane che in posizioni strategiche per la difesa e la sicurezza del territorio.Dalle torri montanare di Lanciano risalenti alla fase di completamento della cinta muraria di Civita Nova nel 1489, tipico esempio di struttura muraria urbana fortificata, al fortilizio turrito di Rocca Calascio a pianta quadrata con quattro torri rotonde angolari con superficie strombata sulla scarpata e il massero quadrato al centro; dal castello di Celano a pianta rettangolare con quattro torri angolari ed ampio cortile interno (1451), alla torre medioevale triangolare di Cermignano (Teramo), la terra d'Abruzzo offre i suoi tesori di arte militare ed urbanistici attraverso le illustrazioni seguenti, magistralmente proposte dagli alunni della nostra sezione Arti della Stampa, che possono evocare singolari e remote, talvolta fantastiche, storie di castelli e castellane, di potenti signori, di dame e cavalieri, ed anche sollecitare l'immaginario collettivo.
 

Il Preside
Alberto Trivilino



In copertina: Rocca Calascio, disegno di Gianluca Martella

 


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