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disegno di Federica Di Zio
  
PREFAZIONE | PRESENTAZIONE
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COMPENDIO
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Castello di S. Pio delle Camere
(L'Aquila)
XIII - XIV sec.
Il paese sorge a settentrione, lungo la strada fra L'Aquila e Popoli. Con i suoi
800 m di altitudine costituisce un esemplare fra quei tipici centri abitati abruzzesi
che, per evitare quote troppo elevate, rinunciavano alla posizione ottimale, sotto
l'aspetto difensivo, della vetta e della cresta delle montagne.
Tuttavia gode dei benefici della posizione collinare in termini di sfruttamento agricolo.Decisamente
staccato dall'attuale contesto urbano, s'incontra, sul pronunciato declivio (Declivius
Cameratus) della montagna, il castello - recinto di S. Pio delle Camere, a pianta
triangolare con vertice rivolto a monte (puntone). Sono riconoscibili delle analogie
d'impianto nelle opere castellane di Roccacasale, Popoli, Barisciano. Non si hanno
notizie sufficienti per poter affermare se nel castello la popolazione trovasse accoglienza
stabile ed abituale, o nei soli casi di effettivo pericolo.
La cinta muraria, in pietre non squadrate, merlata e dotata di sporgenti torri rettangolari
(per la difesa con il tiro di fiancheggiamento), ben si adatta alla pendenza del
terreno con la sua foggia a gradoni.
Verso meridione manca una parte della cinta del lato di base perché andata distrutta;
per il resto si può dire che la costruzione è ben conservata.
La muratura della cinta, che ha avuto in tempo successivo una sopraelevazione alquanto
evidente, è chiaramente appoggiata a quella del puntone, che è in sostanza
una precedente torre sopraelevata d'avvistamento (ruolo di mastio), dotata di scarpa,
di scarse e corte feritoie, di un ingresso arcuato munito di mensole, situato sul
lato a valle all'interno del recinto.
L'intero complesso è di origine tardo medioevale, potendosi far risalire ai
secoli XIII e XIV. Ne fu feudatario il principe Caracciolo di Napoli; subì l'assalto
e la conseguente distruzione da parte di Braccio da Montone.
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