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Nato in Romania nel 1938, si diploma all'Accademia di Belle
Arti di Bucarest, dopo aver seguito studi paralleli di medicina e filosofia. L'inizio
della sua attività artistica coincide con l'instaurazione della "dittatura
del proletariato" e del "realismo sociale" dell'arte nel suo paese,
sicché è costretto alla sottomissione ideologica, per poter sopravvivere
in un precario rapporto con il potere. Dopo il disgelo degli anni '60, esegue lavori
di grandi dimensioni per edifici pubblici in Bucovina (Suceava) e sul litorale del
Mar Nero. Nel 1966 l'editrice Meridiane pubblica un suo volume sull'estetica del
colore: Il corpo e l'anima del colore, che dopo la sua fuga in occidente sarà
usato clandestinamente in fotocopie come manuale di studio per vent'anni dagli studenti
di Belle Arti.
Nel 1968 col nuovo corso di Ceausescu viene eletto dagli artisti segretario dell'Unione
degli Artisti in Romania; ma, fallito anche il nuovo corso di Bucarest che non permette
la democratizzazione dell'Unione degli Artisti, Demetrescu decide di riparare in
occidente, stabilendosi prima a Roma (1969) e quindi a Gallese in provincia di Viterbo.
Negli anni '70 conduce una ricerca sul versante dell'astrattismo, è invitato
alla Biennale di Venezia, alla Quadriennale di Roma, di cui è anche uno dei
commissari artistici. Vengono allestite tre sue mostre antologiche: all'Università
di Parma (Palazzo della Pilotta 1975), alla Sala Reggia del Comune di Viterbo (1977)
e alla Calcografia Nazionale di Roma (1980). Nel 1979 è invitato al Festival
dei Due Mondi di Spoleto con una sala personale. Nel 1986 espone alla mostra Dante
in Vaticano.
Negli anni '80 l'artista abbandona l'astrattismo per dedicarsi alla riscoperta dei
simboli cristiani, svolta che verrà contestata dalla critica arganiana che
prima lo sosteneva. All'attività artistica affianca un impegno di opposizione
politica in esilio, con la denuncia della dittatura comunista nel suo paese. Nell'83
è membro fondatore dell'Internazionale della Resistenza al Totalitarismo,
sorta a Parigi a opera di oppositori delle dittature dell'Est.
Nell'illustrazione (dall'alto in basso):
I LADRI DELLA SETTIMA BOLGIA
disegno a china, cm. 32x48, 1988.
Castello di Torre de' Passeri, Pinacoteca Dantesca "F. Bellonzi".
I LADRI DELLA SETTIMA BOLGIA
disegno a china, cm. 32x48, 1988.
Castello di Torre de' Passeri, Pinacoteca Dantesca "F. Bellonzi".
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