Agenore FABBRI


Agenore Fabbri è nato a Barba, in provincia di Pistoia nel 1911 e risiede a Milano. Ultimo di quattordici figli, studia a Pistoia, per poi trasferirsi a Firenze dove frequenta il noto Caffè "Giubbe Rosse", conoscendo tra gli altri Rosai, Montale, Bo, Bigongiari ed altri intellettuali. Stabilitosi ad Albisola, rinomato centro ceramico, inizia la sua carriera artistica proprio in quel settore, spintovi anche dall'amico Lucio Fontana. La sua attività espositiva inizia nei primi anni '40 (la prima personale la tiene nel 1943 a Bergamo). Nel 1948 è presentato in una mostra a Milano da Fontana e viene altresì invitato alla Biennale di Venezia, con opere spiccatamente espressioniste. Lo troviamo nuovamente alla Biennale di Venezia nel 1952 e 1960, presentato rispettivamente da Raffaele De Grada e Fortunato Bellonzi, mentre nel '55 partecipa alla VII Quadriennale di Roma con presentazione di G. Giani.

Nel 1955 Fabbri inizia a lavorare col bronzo eseguendo una serie di opere sugli animali, gli insetti e di figure invase dalla vampata atomica. Seguono poi "Le Lacerazioni", "I Legni Stagnati", "I Mostri della guerra", "I Muri" e "Le Gabbie". L'artista ha eseguito diverse opere monumentali, quali Reincontrarsi (1974) per l'Agenzia di Quarrata della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, il Monumento per la Cassa di Risparmio a Pistoia (1981), il Monumento in Piazza Einaudi a Milano (1983). Il maestro ha portato avanti fin dagli anni '50 anche un discorso pittorico, con ovvia predisposizione alla poetica informale, per le sue implicanze materiche, a cui era abituato nella produzione in terracotta.

In questi ultimi anni ha prodotto una serie di opere pittoriche (si va da Il buco nero a Paesaggio sognato, fino a Il Sogno) nelle quali esiste l'anamnesi dell'arte nucleare, affermatasi a Milano verso gli anni '50. Tra i riconoscimenti ottenuti, vanno citati il Premio del Comune di Roma alla Quadriennale del '56 e la Rosa d'Oro di Albisola nel '67. Due sue opere (la terracotta Incontro del '52 e il bronzo Fructus ventris tui del '69) fanno parte della Collezione Vaticana d'Arte Religiosa Moderna.



Nell'illustrazione (dall'alto in basso):

SCENA DANTESCA
disegno, cm. 70x50, 1989.
Castello di Torre de' Passeri, Pinacoteca Dantesca "F. Bellonzi".

SCENA DANTESCA
disegno, cm. 70x50, 1989 (part.).
Castello di Torre de' Passeri, Pinacoteca Dantesca "F. Bellonzi".


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