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Giannetto Fieschi nasce neí 1921 a Zogno, in Val
Brembana. Frequenta a Genova il liceo classico e si iscrive poi alla facoltà
di medicina e all'Accademia di Belle Arti dove prende lezioni di incisione da Alberto
Helios Gagliardo; ma subito dopo, nel 1941, viene arruolato. Rientrato a Genova alla
fine della guerra, pur seguitando a frequentare la facoltà di medicina, inizia
la sua attività artistica prendendo lezioni da Giovanni Novaresio. Inizia
altresì, in quel periodo, un sodalizio con Rocco Borella, col quale condivide
lo studio in piazza Sant'Agostino, poi trasferito in via Monticelli. Nel '46 partecipa
con tre opere alla rassegna di arte sociale a Palazzo Reale; in quell'occasione conosce
Felice Casorati che lo invita a tenere una personale alla Galleria del Bosco di Torino
(1947) e successivamente lo fa partecipare alle Biennali di Venezia nel '48 e nel
'50. Nel 1952, grazie all'interessamento di Argan, ottiene una borsa di studio per
recarsi a Parigi e successivamente a Barcellona, dove esegue la via Crucis. L'anno
successivo è nuovamente a Parigi e nel settembre dello stesso anno con una
borsa di studio Fulbright, a New York, ove segue i corsi di incisione e di serigrafia
di Harry Stenberg alla Art Students League.
Le forti suggestioni ricavate dall'incontro con la civiltà americana sono
documentate in una serie di collages realizzati tra il '53 e il '55 intitolati in
un primo momento Qualcosa di sbagliato, poi I gatti hanno fame. Tornato
in Italia, insegna dal '55 al '58, al liceo artistico di Genova, proseguendo le sue
ricerche sull'anamorfosi e sul collage. Purtroppo l'ostilità dei colleghi
e le precarie condizioni economiche lo inducono a tornare negli USA, dove si reca
nel settembre del '58 dopo essere risultato vincitore di un concorso internazionale,
per dirigere il Department of Fine Arts dell'Università del Tennesse, incarico
che mantiene fino al 1961, allorché gli viene offerta la cittadinanza arnericana,
che rifiuta per tornare nella sua Genova. Nel 1963 partecipa alla rassegna Alternative
Attuali all'Aquila su invito di Crispolti; successivamente altri illustri studiosi
e colleghi (Dorfles, Battisti, Portoghesi, Lucio Fontana) iniziano a sostenere criticamente
la sua ricerca.
Nel 1964 espone alla Biennale di Venezia il notissimo dittico Lavoisier e
l'anno seguente una sua antologica è presentata al Museo Civico di Bologna
da Solmi e Arcangeli. Nel 1980 gli viene conferita dall'Accademia Ligustica di Belle
Arti di Genova la cattedra di tecniche incisorie. Nel 1992 espone la sua via Crucis
alla V Biennale d'Arte Sacra di San Gabriele, al cui Museo il maestro fa donazione
di sue opere soprattutto a tema religioso. Meritano di essere ricordate le personali
nella Galleria 32 di Milano, negli anni 1968 e 1972, con presentazioni in catalogo
di Mario De Micheli e Franco Solmi.
Nell'illustrazione (dall'alto in basso):
OTTOBONO FIESCHI, PAPA ADRIANO V
olio su tela, cm. 75x164, 1995.
Castello di Torre de' Passeri, Pinacoteca Dantesca "F. Bellonzi".
OTTOBONO FIESCHI, PAPA ADRIANO V
olio su tela, cm. 75x164, 1995 (part.).
Castello di Torre de' Passeri, Pinacoteca Dantesca "F. Bellonzi".
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