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È nato a Pietrasanta nel 1934 da una famiglia di
antiche e nobili tradizioni artistiche. È proprio in casa, come si faceva
nelle botteghe di un tempo, ha appreso i primi rudimenti del mestiere sotto l'insegnamento
del padre, il noto scultore Leone Tommasi. Dopo aver compiuto gli studi superiori
al Liceo Carducci di Viareggio, ha proseguito la sua formazione classica alla Facoltà
di Lettere e Filosofia dell'Università di Firenze, frequentando al contempo
l'Accademia di Belle Arti.
Al 1958 risale il primo soggiorno romano del pittore che, tre anni più tardi,
decide di trasferirsi stabilmente nella capitale. Per quasi trent'anni, nella casa
del Gianicolo e nello studio con vista sul giardino botanico del Palazzo Corsini
a Trastevere, Tommasi Ferroni ha continuato con coerenza a seguire le proprie connaturate
aspirazioni, poco curandosi delle spesso aspre polemiche che hanno sempre accompagnato
le sue esposizioni.
Isolato per libera scelta e lontano dalla suggestione delle effimere tendenze delle
mode, nelle sue invenzioni egli ha anticipato, come la critica più autorevole
ha riconosciuto, tutte le correnti che negli anni successivi, sotto le più
svariate terminologie (citazionismo, neobarocchismo, e neomitologismo) hanno ritrovato
le radici dell'esperienza pittorica nell'arte dei grandi maestri del passato.
Nel 1989 l'artista ha fatto ritorno in Toscana, nella campagna di Pieve di Camaiore
e le escursioni romane si sono fatte sempre meno frequenti, anche se la nostalgia
"saturnina" come la sua pittura, secondo una felice espressione di Mario
Praz, riemerge spesso in dipinti dedicati al fascino ineffabile e davvero eterno
della città di Roma.
Tra le innumerevoli mostre allestite nelle rmaggiori gallerie europee e degli Stati
Uniti, è da ricordare la personale alla Biennale di Venezia nel 1982, quando
gli fu dedicata una sala nella Scuola di San Giovanni Evangelista. È accademico
di San Luca. Nel 1993 è presente alla rassegna Arte Immagini presso la Galleria
Appiani Arte 32, dove aveva tenuto una personale negli anni 1969, 1975 e 1991, con
presentazione in catalogo rispettivamente di Franco Solmi, Gianni Cavazzini e Celide
Masilli.
Nell'illustrazione (dall'alto in basso):
BARATTIERI DELLA QUINTA BOLGIA
olio su tela, cm. 50x70, 1994.
Castello di Torre de' Passeri, Pinacoteca Dantesca "F. Bellonzi".
BARATTIERI DELLA QUINTA BOLGIA
olio su tela, cm. 50x70, 1994 (part.).
Castello di Torre de' Passeri, Pinacoteca Dantesca "F. Bellonzi".
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