MUSEO D'ARTE
COSTANTINO BARBELLA
   
 
 
ARTE SECC. XIX - XX  
IL MUSEO BARBELLA
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MUSEO D'ARTE C. BARBELLA
Palazzo Martinetti - Bianchi
Via C. de Lollis, 10 - Chieti (Italia)
Tel. 0871.330873 - Fax: 0871.349961
http://www.muvi.org/museobarbella
 

  Umberto Coromaldi
(Roma 21/9/1870 - ivi 6/10/1948)
 

 
Venne avviato all'arte dal pittore Filippo Indoni, suo patrigno. All'Istituto di Belle Arti di Roma seguì il corso di disegno di Filippo Prosperi. Partecipò nel 1893 alla Mostra della Società degli Amatori e Cultori a Roma e, l'anno successivo, con Il ritorno dei naufraghi opera (oggi dispersa) di stampo michettiano, vinse il pensionato artistico che gli permise di viaggiare in Italia e all'estero. Presente in molte mostre a Parigi, Stoccarda, Monaco, Bruxelles, vi ottenne onori e riconoscimenti (medaglia d'oro a Monaco nel 1905 e nel 1909; medaglia d'argento a Bruxelles nel 1911), così che molte sue opere vennero acquistate in tali esposizioni entrando nelle collezioni straniere. In Italia, entrato nella Società Amatori e Cultori, vi espose più volte e fu presente alle Biennali veneziane dal 1903 al 1924, e alla Biennale romana del 1921.

Alle sue opere giovanili che appaiono caratterizzate da un forte colorismo di derivazione manciniana (aveva infatti frequentato lo studio del napoletano A. Piccinni e poi di Antonio Mancini), subentrò l'interesse paesistico per la pittura all'aperto: entrò così a far parte dei «XXV della campagna romana», trovando una inesauribile fonte di ispirazione per pastelli, tempere, acquerelli, negli abitanti, pastori, contadini e greggi che la popolavano. Illustrò con Balla e Cambellotti il volume di E. De Fonseca «I castelli romani» (ed. Alinari). Nel 1909 ottenne l'insegnamento di figura disegnata, presso l'Istituto di Belle Arti di Roma e fu presidente dell'Accademia di San Luca e membro dell'Accademia di Brera e di quella di Parma.

Presente all'Esposizione internazionale di Roma del 1911, fece poi parte della Secessione romana, dalla sua prima mostra, al 1916. I soggetti e lo stile della sua pittura per quanto sinceri e poetici, dal primo dopoguerra in poi non presentarono caratteri di rinnovamento ma divennero ripetitivi. Sue opere sono conservate nella Galleria Nazionale d'Arte Moderna e nell'Accademia di San Luca a Roma, nella Galleria d'Arte Moderna di Milano, e nel Museo Civico Revoltella di Trieste.

Bianca Saletti


COMANDUCCI, Diz., 1971; MAMMUCARI, 1984, P. 58 e passim; PUGLIA, in Diz. Biogr., 1983 ad vocem; QUESADA, Roma, 1987, P. 9, 17 e 76.

 
       

 
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