MUSEO D'ARTE
COSTANTINO BARBELLA
   
 
 
ARTE SECC. XVI - XVII - XVIII  
IL MUSEO BARBELLA
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MUSEO D'ARTE C. BARBELLA
Palazzo Martinetti - Bianchi
Via C. de Lollis, 10 - Chieti (Italia)
Tel. 0871.330873 - Fax: 0871.349961
http://www.muvi.org/museobarbella
 

  Luca Giordano
(Napoli 1634 - 1705)
 

 
Figlio del pittore Antonio ebbe la prima educazione artistica nell'ambito di Jusepe Ribera che lasciò intorno al 1652 per intraprendere un viaggio di studio che lo portò a Roma, a Firenze ed a Venezia dove ebbe le sue prime commissioni. In questa fase rivolse la sua attenzione soprattutto all'arte di Pietro da Cortona e dei grandi veneti cinquecenteschi da Tiziano a Veronese. Nel 1653 ritornò a Napoli dove esercitò la sua capacità di sintetizzare in un linguaggio barocco gli stimoli stilistici che aveva derivato dai maestri veneti e romani ed il naturalismo riberiano, nonché lo studio di opere di Poussin e di Rubens presenti nelle collezioni napoletane. La sua straordinaria rapidità di esecuzione e la amplissima produzione gli valsero il soprannome di «Luca fa' presto». Tornò nel 1665 a Firenze, dove ebbe numerose commissioni, ed a Venezia.

Rientrato a Napoli e consolidata la sua fama, realizzò alcune delle più notevoli imprese ad affresco: la decorazione dell'abbazia di Montecassino (1677-78) distrutta durante l'ultima guerra mondiale; gli affreschi per la cupola della chiesa di Santa Brigida a Napoli nel medesimo 1678 e le Storie di San Gregorio Armeno nella chiesa omonima di Napoli (1679 ca.). Nel 1682 era di nuovo a Firenze dove gli era stata commissionata la decorazione della Biblioteca e della Galleria di Palazzo Medici-Riccardi di cui approntò i bozzetti e la cui decorazione a fresco fu completata nel 1685. Ritornato a Napoli, vi rimase fino al 1692, quando, chiamato da Carlo II, intraprese un decennale soggiorno in Spagna in cui riscosse notevolissimo successo realizzando imponenti decorazioni a Madrid (Escorial, Cason del Buen Retiro) a Toledo (sagrestia della Cattedrale) nonché numerosissime opere su tela per la Corte, per i privati e per numerose chiese. Ritornato a Napoli nel 1702 continuò la sua indefessa attività testimoniata da numerose opere sia in tela che in affresco (decorazione della Cappella del Tesoro nella Certosa di San Martino) fino alla morte avvenuta nel 1705.

Fiorenza Rangoni

 
       

 
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