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terracotta, h. cm. 64
Firmato, in basso, a sin.: C. Barbella
Provenienza: Acquistato dal Barole Cauli, Roma 1956
Proprietà: Provincia di Chieti
La minuta descrizione così dei piedi nudi come delle decorazioni sul panno legato in vita, il seno prominente che lascia intendere il sospiro trattenuto, lo sguardo fisso innanzi a sé, la forza nelle mani che «strozzano» lo straccio presumibilmente umido, appaiono come un'incarnazione del torto subito. Gabriele D'Annunzio, ne «la Tribuna» del 3 giugno 1886, descrive il tipo femminile preferito dal Barbella e la descrizione corrisponde pienamente a questa immagine: «Il volto è ovale, i capelli ondulati cingono la testa come un casco aderente e si annodano sulla nuca; il collo è di una purezza perfetta, l'orecchio è piccolo, le appiccicature delle mani e delle braccia sono eleganti e forti, il seno è fiorente; come le reni sono falcate il ventre sporge lievemente ed è quasi palpitante in una dolce elasticità di carne; i malleoli sono fini e nervosi e legano ad una gamba rotonda e polita un piede un pò largo ma pure bello e saldo, come quello di un giovine discobolo, con il pollice che avanza le altre dita e se ne discosta alquanto».
Il medesimo soggetto fu esposto ed acquistato dal Re alla 78° Esposizione di Belle Arti organizzata nel palazzo di via Nazionale dalla «Società degli Amatori e Cultori» di Roma nel 1908.
Riprodotto in Lancellotti, 1934, p. 144 e, nella versione in bronzo, in, «L'Illustrazione Italiana», a. 1908, p. 424. |
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