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olio su tela cm. 76 x 129
siglato in basso a sinistra: LC
XVIII secolo (1730 ca.)
Provenienza: Donazione Selecchy, 1962
Proprietà: Comune di Chieti
Nel capriccio rovinistico ideato dal Coccorante due colonne dirute ed una costruzione a colonne e lesene doriche, da cui emerge un sarcofago su alto basamento, inquadrano un paesaggio fluviale insolitamente calmo, in cui si muovono figurine dal carattere popolaresco. Il primo piano in ombra e la lama di luce che colpisce l'edificio funebre sono espedienti tipici della costruzione scenica del Coccorante che, in tal modo, aumenta la tensione e la sensazione di inquietitudine che percorre tutta la sua produzione.
La scarsità di dati sul pittore non consente di formulare una cronologia per quest'opera, ma il confronto con i dipinti noti (ad esempio Rovine con Perseo e Medusa, Napoli, Collezione Mazzeo) fa ritenere, in via ipotetica, che appartenga alla maturità dell'artista, eseguita cioè intorno agli anni '30 del secolo, quando, abbandonate certe atmosfere rosiane, si accentua il carattere preromantico. Inedito.
Civiltà del '700, 1980, I, p. l68, fig. 70a.
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