MUSEO D'ARTE
COSTANTINO BARBELLA
   
 
 
PITTURA MEDIEVALE  
IL MUSEO BARBELLA
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 Scheda n. I.3
MUSEO D'ARTE C. BARBELLA
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Via C. de Lollis, 10 - Chieti (Italia)
Tel. 0871.330873 - Fax: 0871.349961
http://www.muvi.org/museobarbella
 

  Pittore abruzzese
(n.d.)
 

       
 
 
   

 
S. GIOVANNI EVANGELISTA, S. GIOVANNI BATTISTA
SANTO, SANTO MONACO
 

 
affresco, cm. 91 x 169
secondo/quarto decennio del XV secolo
Provenienza: Chieti, Chiesa di S. Domenico
Proprietà: Provincia di Chieti
Opera inedita

L'affresco, assai lacunoso, raffigura quattro Santi racchiusi entro una cornice a fasce azzurro chiaro, bianco e rosso. A cominciare da sinistra un Santo di aspetto giovanile con un libro in mano, da identificare forse con S. Giovanni Evangelista (Kaftal, 1965 (rist. an. 1986), col. 617); S. Giovanni Battista, vestito di pelli, con il cartiglio dalla scritta completamente consunta e con la mano alzata (Kaftal, 1965 (rist. an. 1986), col. 601) un Santo non identificabile; un Santo monaco, vestito con un saio nero e con un libro in mano. Le figure a due a due si volgono, con la posizione del corpo e con lo sguardo, verso il centro. Il pessimo stato di conservazione del dipinto, oltre a rendere impossibile qualsiasi valutazione stilistica, ne ostacola anche una corretta lettura iconografica. Il volto del primo Santo a sinistra, unico superstite dei quattro benché ridotto ad uno stato larvale, richiama, per talune caratteristiche somatiche-taglio allungato degli occhi, naso prominente -il S. Giovanni e il Cristo della Crocifissione (si veda la scheda n. I.2). Inoltre è utile rammentare che la cornice che inquadra i quattro Santi ritorna pressoché identica nel citato affresco con la Crocifissione, così da poter ipotizzare che i due dipinti appartenessero in origine ad uno stesso complesso pittorico. Anche per questo affresco, pertanto, si suppone la provenienza da una cappella della chiesa di S. Domenico di Chieti; cronologicamente è collocabile fra il secondo e il quarto decennio del XV secolo. Il dipinto è gravemente danneggiato: la superficie pittorica è menomata da lacune e alterata da svelature e da cadute di colore.

Maria Luigia Fobelli


KAFTAL, 1965 (rist. an. 1986), coll. 601, 617.

 
       

 
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