MUSEO D'ARTE
COSTANTINO BARBELLA
   
 
 
ARTE SECC. XVI - XVII - XVIII  
IL MUSEO BARBELLA
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 Scheda n. II.39
MUSEO D'ARTE C. BARBELLA
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Via C. de Lollis, 10 - Chieti (Italia)
Tel. 0871.330873 - Fax: 0871.349961
http://www.muvi.org/museobarbella
 

  Anonimo napoletano
(XVIII sec.)
 

       
 
 
   

 
PAESAGGIO CON TORRENTE E CONTADINI CHE DANZANO
 

 
olio su tela, cm. 85 x 141
XVIII secolo
Provenienza: Donazione Selecchy, 1962
Proprietà: Comune di Chieti


Derivazione dal dipinto Pesaggio con torrente e villici che danzano di Giuseppe Zais (Forno di Canale d'Agordo 1709-Treviso 1781), Venezia, Gallerie dell'Accademia. La scena raffigurata nel dipinto è, apparentemente, identica alla tela veneziana, ma una osservazione più attenta consente di scoprirvi numerose e sostanziali differenze. Innanzitutto il verde rigoglio degli alberi e degli arbusti dello Zais qui è stato pesantemente sfrondato, soprattutto nel gruppo centrale di alberi di alto fusto, lasciando scoperta una collinetta, invisibile nel dipinto veneziano. Il paesaggio sul fondo è stato mutato e semplificato nella forma e nella massa. Sulla destra in particolar modo, dove lo Zais aveva digradato il paesaggio in almeno quattro piani, a partire dal ponte, nel nostro i piani si riducono a tre, mancando alcune costruzioni e un gruppetto di alberi. Anche la cascata sulla sinistra, che nello Zais è gonfia e con l'acqua che scorre veloce, si appiattisce quasi a diventare un piano digradante anziché mimare una serie di dislivelli su cui l'acqua corre e si infrange. E la montagna, da cui sgorga il torrente, dall'aspetto aspro e scuro di una forra, è divenuta una più tranquilla collinetta pressoché informe. Il candore della schiuma si arresta su una netta linea orizzontale, laddove nello Zais proseguiva ad illuminare la parte bassa della scena.

Anche le figurine che animano il paesaggio sono parzialmente modificate rispetto all'originale, sia i pescatori che la donna che abbevera la mucca nella parte sinistra, sia la coppia sdraiata a terra ad osservare i ballerini, i quali a loro volta, da due coppie sono divenuti due coppie ed un uomo singolo. Mancano, alla sinistra dei danzatori, la donna con il cesto ed il fanciullo e, sulla destra, due donne con un bambino ed una figura maschile seduta sono divenute una coppia giovane, un bimbo ed una donna seduta di spalle. A parte queste, e numerose altre minori differenze tra i due dipinti, ciò che rende particolarmente «diversa» la tela di Chieti è l'impostazione generale. Infatti si ha la sensazione che il pittore abbia allontanato il punto di vista e, pur mantenendo gli stessi punti di riferimento naturali (alberi, monti ecc.), le figurine si muovano in uno spazio più ampio. Inoltre, mentre nel dipinto veneziano il folto gruppo di alberi al centro pausava la scena impedendo all'osservatore di focalizzare immediatamente l'attenzione sull'episodio principale del ballo, qui, l'aver allontanato e sfrondato gli alberi, riducendoli a poco più che nudi tronchi con un ciuffo verde alla sommità, toglie il necessario raccordo e rende il paesaggio retrostante quasi un fondale di scena. Inedito.

Fiorenza Rangoni

 
       

 
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