| |
«Vedi la bestia per cui io mi volsi»
disegno a matita e bistro su carta, cm. 38 x 28
Provenienza: Dono del Cav. Antonio Franchi
Proprietà: Comune di Chieti
Disegno per una delle incisioni che dovevano illustrare una edizione della Divina Commedia. Nicola De Laurentiis si era proposto di accingersi ad un'opera che ad alcuni suoi biografi apparve «spaventosa» per difficoltà e mole: illustrare la Divina Commedia, compito coerente alla temperie artistica europea che riscopriva i poeti nazionali come fonte di ispirazione. Sappiamo dell'esistenza, nella collezione De Laurentiis a Firenze, agli inizi del nostro secolo, di tre incisioni, le uniche mai eseguite dall'artista, di soggetto dantesco (1):
Vedi la bestia per cui io mi volsi a cui si riferisce il disegno (Inferno, I, 88)
Dante, Virgilio, Lucia, Beatrice (Inferno II, 97-100)
Caron dimonio con occhi di bragia (Inferno III, 109)
L'adesione, formalmente entusiasta, all'impresa da parte di Vincenzo Camuccini, al quale il De Laurentiis si era rivolto per un parere sul lavoro svolto ed una eventuale «sponsorizzazione» da parte del suo ex maestro, non servì a consentire all'artista di portare a termine l'impresa (2). Le cause pare vadano ricercate in un insoddisfacente rapporto tra il pittore e gli incisori Giuseppe Tomba e F. Tosetti (3).Dei disegni approntati rimane, a nostra conoscenza, solamente questo di Chieti, che stilisticamente si pone nell'ambito del recupero del classicismo cinquecentesco. I personaggi indossano ampi mantelli le cui pieghe sono messe in evidenza da un morbido chiaroscuro. Il disegno appare rifinito solo nelle figure, mentre gli alberi a sinistra, che definiscono una quinta paesistica, sono delineati con un ductus alla Claudio di Lorena. Il tratto è comunque sempre leggero e preciso, e la linea di contorno, nettissima, stacca le figure dal fondo. Inedito.
1 VERLENGIA, RAM, 1948, PP 20-21
2 Ms. De Laurentiis, LXXXI, 36; DE NINO,1891, PP. 58 e 60.
3 Non abbiamo rintracciato alcun Giuseppe Tomba incisore. Potrebbe, forse, trattarsi di una errata interpretazione della sigla G., essendo attivo in quegli anni un Giulio Tomba (Faenza 1780ca. - 1841). Di Filippo Tosetti abbiamo solo una approssimativa data di nascita, Roma 1780 ca. cfr. MILESI, 1989, ad voces.
MS. C. DE LAURENTIIS, 36; DE NINO,1891, PP. 58-60; VERLENGIA, RAM, 1948, PP. 20-21. |
|